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Situato alle pendici del massicio del Matese, Roccamandolfi è un centro montano, che presenta l'agglomerato originale arroccato intorno alla chiesa, mentre la parte moderna del paese si va espandendo più a valle dell' antico insediamento. Il territorio comunale è caratterizzato da una notevole escursione altimetrica, passando dai 650 metri della valle del Callora ai 2050 metri del monte Miletto; il cantro abitato si trova ad 810 metri. Nel territorio di Roccamandolfi ricadono alcune tra le più elevate cime del massiccio del Matese: Monte Miletto, Monte Acerone (1525), Colle di Mezzo (1426), Monte Morzone (1599).

Non ci sono notizie storiche certe sulla nascita di Roccamandolfi; reperti lasciano supporre l'esistenza di un nucleo insediativo nel II secolo d.C.. Il nome del paese è di chiara derivazione longobarda: il nome deriva infatti dalla Rocca, il castello fortificato edificato in epoca longobarda da Maginulfo; proprio da Maginulfo deriva l'antico nome di Rocca Maginulfa. Nel periodo longobardo Roccamandolfi apparteneva alla Contea di Bojano. Nel periodo normanno Roccamandolfi appartenne alla contea di Molise seguendone in tutto e per tutto le vicende e partecipando ai fasti ed ai lutti dei suoi titolari. Castellano di Roccamandolfi era il conte Carlo Pannone, capostipite di una antichissima casata originaria del Molise.

S. Agapito  
 

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L’episodio che segna la storia religiosa di Roccamandolfi è l’arrivo delle reliquie di S. Liberato nel 1780. Anna Pignatelli, Duchessa di San Demetrio e Signora della Terra di Roccamandolfi, chiese al Papa Pio VI le reliquie di un santo da collocare nella chiesa di San Giacomo Maggiore, perché venisse onorato come protettore. Nel 1794, il vescovo di Boiano ordinò che dall’anno successivo la festa di San Liberato si svolgesse la prima Domenica di giugno, in coincidenza con la transumanza. Con gli eventi del 1799, Roccamandolfi fu compresa nel dipartimento del Sangro e nel Cantone di Baranello, nel 1807 Roccamandolfi fu assegnata al Distretto di Isernia ed al Governo di Bojano; con la riforma del 1811 Roccamandolfi fu aggregata al Circondario di Castelpetroso e con quella del 1816 fu aggregata al Circondario di Cantalupo del Sannio, cui tuttora appartiene. 

Di notevole interesse artistico sono:
una croce in pietra del XV secolo, il più antico monumento presente in paese che mostra su una facciata la crocifissione,  sull’altra il Cristo Benedicente;

il castello, monumento più importante di Roccamandolfi; 

la Chiesa di San Liberato, e la Chiesa di San Donato, meno famosa e meno curata della chiesa di San Liberato, ma affascinante nella sua semplicità.

Festività:

  • festa di San Liberato (Giugno)
  • festa di San Giacomo, patrono del paese (25 luglio)
  • festa di San Donato (6 Agosto)
  • Festa del Pastore (metà Agosto), a Campitello di Roccamandolfi, dove si possono gustare i piatti tipici della gastronomia locale legati al mondo pastorale come le lenticchie di alta montagna, la polenta con olio cipolla pomodoro e salsiccia, la polenta con i peperoni, i funghi di prato e soprattutto la carne d’agnello arrostito.
    la Festa del Folklore organizzata dalla Pro-Loco; 
    la Sagra della polenta organizzata dal Centro di Lettura
  • Sagra della lumaca (prima Domenica di Giugno)

 

 
 
 
 
     

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