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Centro pedemontano a nord est di Isernia, caratterizzato da variazioni alquanto pronunciate nel suo profilo altimetrico, è dominato da una montagna rocciosa dalla cima piatta, a picco su di una vasta area pianeggiante che si estende ai suoi piedi per poi richiudersi sulle catene montuose che la circondano. Il paese s’inerpica sul fianco del monte San Marco dove, tra gradonate di case sovrapposte, si aprono di tanto in tanto piccoli aperti a nord ovest su Miranda, a sud su Isernia, a sud est su Pettoranello di Molise e sul massiccio del Matese e infine a sud ovest sulle maestose Mainarde.

Di probabile origine altomedioevale, il paese deriverebbe il suo nome da pesculum (grossa pietra o roccia), termine che generalmente sta ad indicare abitati sorti intorno alla roccia ma che, in questo caso, potrebbe riferirsi all'esistenza, un tempo di un lago pescoso. Pare che successivamente, probabilmente in epoca longobarda, quando si diffuse nella zona il culto dell'Angelo, il paese si chiamasse S. Angelo, distinto poi in S. Angelo vecchio e S. Angelo nuovo, termini con cui, ancora oggi, si continua a denominare una parte del centro storico. Feudo dell’abbazia di Montecassino, nel 1698 passò alla diocesi di Isernia che lo ottenne cedendo in cambio ben 19 parrocchie di sua appartenenza. Numerose furono le famiglie feudali che si alternarono al suo governo fino all’eversione della feudalità; tra queste si ricordano gli Spinelli, i de Regina e i Ceva-Grimaldi.

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Incastonato alla sommità tra una chiesetta dal campanile tozzo e quadrato ed i ruderi di una fortificazione medievale, di cui sono ancora visibili i torrioni e le mura perimetrali, l’antico centro storico si è sviluppato letteralmente abbarbicato alla ripida parete della montagna, con le case sovrapposte e quasi terrazzate; sono tutte costruzioni in pietra che hanno sapientemente sfruttato la saldezza dell'imponente pendio roccioso. Caratteristica la presenza, su tutti i portali in pietra, di figure di fantasia a rilievo, tutte diverse l'una dall'altra. Il castello di Monte Pesclaturo, donato dal conte Rodolfo di Boiano alla contea di Isernia nel 1088, è una costruzione anomala, databile all'epoca longobarda per le sue torri rotonde collegate dalla cortina muraria che crea all'interno un vasto spazio protetto, il borghetto medievale.
   

Di notevole interesse anche interregionale è la Riserva Naturale Orientata di Pesche, la prima istituita in Italia da un comune in collaborazione con l’ex Ministero dell’Agricoltura. Si estende per 552 ettari comprendendo quasi la metà della superficie dell’intero comune di Pesche.

Chiesa di S. Michele Arcangelo: Due ampie scalinate in pietra portano all'ampio pronao a terrazza della parrocchiale di Pesche. Edificata nel 1593, come si rileva da una iscrizione posta sul portale d’ingresso, fu poi ampliata e restaurata dal 1727 al 1753 con una spesa di 4700 ducati. L’interno è diviso in una navata centrale ed una laterale sinistra e contiene cinque altari: l’altare maggiore porta raffigurata su una tavola la Madonna delle Grazie.

Santa Maria del Bagno: E' l'unico santuario della diocesi di Isernia-Venafro e si conserva in buono stato pur essendo la chiesa più antica della zona. Abbiamo notizie dell'esistenza dell'edificio già nel 1088, anno in cui il conte Rodolfo di Boiano donò il castello alla contea di Isernia. Pare che fosse stato edificato nell'Alto Medioevo su preesistenti impianti termali romani. Conserva all’interno un quadro raffigurante la Vergine, che risale probabilmente al XV secolo quando era parte di un trittico con San Benedetto e San Giovanni il precursore.

     

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